“U Uattënniérë”: la gualchiera delle cascate di San Fele (PZ)

cascate san fele “U Uattënniérë” Visitando e addentrandosi nel vario territorio della Basilicata ci si rende conto che esso racchiude molteplici paesaggi così differenti tra loro che sembra di capire che la sola regione lucana può contenere tutto quello che Madre Natura abbia da offrire.

Durante le mie vacanze in Basilicata ho potuto sciare, ho potuto nuotare nel bellissimo mare ionico e incontaminato di Maratea ,  ho potuto ammirare i due caratteristici laghi di Monticchio  e addentrarmi nel verde e nei rigogliosi boschi lucani, ma qualche giorno fa, come se non bastasse, mi sono concessa un bellissimo pomeriggio di scampagnata seguendo il percorso delle Cascate “U Uattënniérë” di San Fele, un piccolo comune della provincia di Potenza che in lontananza fa capolino sulle tante cascate di San Fele che si creano grazie ai salti di quota del torrente Bradano, che partendo dall’Appennino Lucano, attraversa il comune di San Fele per poi confluire nella fiumara di Atella e nel fiume Ofanto.

Le cascate sono diverse e ognuna particolare e immersa nel verde, donando ogni volta uno scorcio fatto per essere fotografato.le cascate di san fele “U Uattënniérë”

Gli specchi d’acqua che si creano a ridosso delle cascate si prestano a essere dei punti di ristoro nelle giornate estive in cui il fresco dell’aria di montagna e la scenografia naturale sono una valida alternativa ai bagni nel mare.

Eppure un tempo, e fino agli anni ’40, le cascate di San Fele non solo erano luogo di escursioni e di piacevoli rinfreschi estivi, ma erano un luogo in cui si lavorava la lana grazie all’uso della “gualchiera” una grande macchina che veniva posta a ridosso delle cascate in modo da poter funzionare grazie alla forza motrice dell’acqua che ne azionava delle grandi pale di legno che a loro volta mettevano in movimento dei magli (o folloni) che “battevano” la lana, facendola diventare così più resistente e meno ruvida.

cascate san fele lago E’ per quest’uso delle “gualchiere” che le Cascate di San Fele sono chiamate “U Uattënniérë”, trasposizione dialettale di gualchiera – non nascondo che avevo erroneamente pensato che “U Uattënniérë” significasse “il gatto nero.” –

Ovviamente le Cascate di San Fele, grazie alla naturale forza motrice delle sue acque, erano anticamente utilizzate dagli abitanti di San Fele anche per attivare antichi molini, giunti a noi solo con pochi resti (così come quelli della Gualchiera). Testimonianza dell’ingegno degli abitanti di San Fele ne sono anche antiche grandi pietre che venivano costruite per poter deviare il corso dell’acqua che scendeva dalle Cascate.

Nel ricco e variegato territorio della Basilicata non dimenticate quindi di seguire e ammirare il percorso dell’acqua nei suoi tanti salti di quota racchiusi nella cornice delle Cascate “U Uattënniérë” di San Fele.