Itinerari Basilicata: i Castelli e le vie del vino

7616Una vacanza in Basilicata potrebbe non essere per forza mare o montagna, ma anche enogastronomia e cultura: la zona a Nord della Regione, quella per intenderci del “Vulture – Melfese” è caratterizzata dalla forte presenza di civiltà Normanne, Sveve e Angioine che hanno lasciato il segno. Proprio uno degli imperatori Svevi, Federico II di Svevia, decise di alzare diversi castelli come dimora per le proprie vacanze dedicate alla caccia, in una terra incontaminata come quella della Basilicata.

Ecco che muovendosi da Potenza verso Melfi, ci si imbatte nel Castello di Lagopesole, definito come uno dei più belli di tutto il Sud Italia, costruito intorno al 1242 e il 1250, si presenta con una forma rettangolare sopra l’abitato della frazione nel comune di Avigliano. Fu in mano a diverse dinastie storiche fino a quando, dopo il terremoto è diventato un museo dove rivive la storia lucana.

Continuando a salire verso Nord, dopo aver fatto una capatina presso i “Laghi di Monticchio“, due specchi d’acqua di origine vulcanica che si aprono all’interno di una fitta vegetazione che copre il Monte Vulture e su cui si erge un convento di Benedettini, l’Abbazia di San Michele che fu costruita prima dell’anno 1000 e che tutt’ora si presenta in ottimo stato, giungerete a Melfi, dove avrete la possibilità di vedere il Castello più noto della Regione, costruito all’incirca nel 1230, con torri quadrate e poligonali molto simile ai Castelli pugliesi. Anche il Castello di Melfi dopo essere passato in mano a ricche famiglie locali, nel corso degli anni è diventato un Museo di importanza nazionale.

Infine tornando indietro ci si imbatte nel Castello Aragonese di Venosa costruito nel 1470, simile come struttura al Maschio Angioino di Napoli, ed utilizzato a suo tempo come fortezza e prigioni. Ma Venosa non è famosa solo per il suo Castello: nella cittadino lucana nacquero Orazio, uno dei più famosi poeti romani e Carlo Gesualdo da Venosa, compositore di musica sacra e madrigali. Per le vie del borgo di Venosa sarà possibile imbattersi in tantissime testimonianze della presenza dei due grandi artisti che ancora oggi spingono i turisti a visitare la cittadina per scoprire la cultura passata del borgo.

Tra Venosa, Rionero, Barile e Maschito infine il turismo si colora di verde e rosso porpora, quello dell’olio extravergine d’Oliva prodotto nelle cooperative sociali che ancorafrancobollo_Aglianicodelvulturesuperiore500 utilizzano metodi antichi per produrre l’oro verde e quella del vino Aglianico, considerato come uno dei vini rossi più buoni d’Italia che ha ottenuto il marchio DOC nel 1971: il vino, dall’odore armonico ed intenso, si presenta al sapore  asciutto, sapido, caldo, giustamente tannico e, con l’invecchiamento sempre più vellutato. Il Vino Aglianico è un patrimonio della Regione Basilicata che viene esportato non solo nel resto della nazione ma anche in tutto il mondo, ottenendo riconoscimenti e premi per la sua qualità e genuinità. Lo Stato Italiano ha realizzato anche un francobollo in onore del vino lucano che rende merito al lavoro degli abitanti lucani.

Nel corso dell’Itinerario, non farete a meno di trovare una cantina che vi offrirà la possibilità di assaggiare un bicchiere di Vino Aglianico abbinato alle specialità della gastronomia lucana, come le carni ed il formaggio prodotte nella zona (Filiano è famosa per il suo pecorino, secondo solo al Canestrato di Moliterno).