L’incanto dei Laghi di Monticchio (PZ) tra natura e storia

La scoperta della Basilicata è un viaggio che ti porta a conoscere bellezze così mutevoli nel paesaggio che sembra difficile credere che esse si trovino tutte in una stessa regione.

Dopo aver ammirato montagne, sassi e grotte ma anche kilometri di costa con le sue spiagge bagnate da un incantevole mare, ho potuto rilassarmi ed immergermi in una natura incontaminata ed essere circondata dal tanto verde che racchiude e custodisce due piccoli gioielli che giacciono sul Monte Vulture.

I laghi di Monticchio, meta turistica e luogo ideale per passare giornate di festività e scampagnate all’aria aperta, dove è possibile abbandonare la frenesia di tutti giorni e concedersi lunghe passeggiate e dove ci si può riconciliare con la natura.

Proprio come Federico II di Svevia soleva passare i suoi pomeriggi nel bosco e tra i numerosi alberi di faggio, castagno, frassino, ontano, tiglio e acero che rendono questo luogo un bellissimo ed importante polmone verde della Basilicata.

Polmone verde fitto e rigoglioso che nascose nella sua latitanza, il brigante “Crocco” subito dopo le battaglie per l’Unità d’Italia.

Una ricca flora che accoglie molte specie animali, la più importante, la farfalla notturna detta la “Bramea europea”, falena dall’apertura alare di 7 cm, visibile nel periodo primaverile.

Monticchio è un luogo suddiviso in tre aree e appartiene ai comuni di Rionero in Vulture ed Atella.

Monticchio Laghi

Ci troviamo sul Monte Vulture, un antico vulcano ormai inattivo che vede i suoi due crateri ricoperti da due laghi a ben 600 metri di altezza, separati tra loro da un canale che li mette in comunicazione tra loro e che riversa le acque dal bacino più piccolo in quello più grande, esattamente dal Lago Piccolo al Lago Grande, denominati in tal modo per via delle loro dimensioni differenti.

Appartenenti al comune di Rionero in Vulture (PZ), i due laghi sono molto famosi in quanto le loro acque hanno la temperatura più elevata rispetto a tutti gli altri laghi d’Italia – dovuta alla loro origine vulcanica – e sono molto rinomati perché le loro acque vengono impreziosite dai fiori della rara ninfea “Ninphea alba” che con i suoi lunghissimi steli creano un suggestivo manto di fiori bianchi.

Anche se denominati “i gemelli del Vulture”, i due laghi presentano tra loro caratteristiche differenti.

Entrambi circolari, il Lago Grande raggiunge il massimo della sua profondità in 35 metri e le sue acque sono verde oliva tendente al marrone per via del suo fondale fangoso. Le sponde sono poco ripide e le acque ricche di banchi di alghe filamentose.

Nelle sue acque è possibile trovare, e solo qui anche pescare, grossi esemplari di carpe a specchio, tinche, persici reali, anguille, alborelle, carassi, scardole, cavedani, capitoni e anche una specie unica in Italia di alborella, chiamata proprio Alborella Vulturina.

Il Lago Piccolo è alimentato da sorgenti subacquee e le acque sono verdastre per via dei fondali formati da pietre vulcaniche e fango. La sua profondità è maggiore – il punto più alto raggiunge i 38 metri di profondità – e le sue sponde sono ripide. Dal 1971 il Lago Piccolo è stato dichiarato Riserva Naturale ed è quindi vietata la pesca sportiva.

Il grande specchio d’acqua del Lago Piccolo è sovrastato dalla Badia di San Michele.

Quasi nascosto nel bosco, è possibile visitare questo centro monastico dalle antichissime origini come testimoniano i ritrovamenti di arte paleocristiana risalenti al IV-III scolo a. C.  nella Grotta dell’Angelo L’incanto dei Laghi di Monticchio (PZ) la Grotta dell'Angeloper la devozione a San Michele e che fa di questo complesso un centro dall’elevata importanza artistica e architettonica.

Fu nel decimo secolo che arrivarono i monaci benedettini che vi s’insediarono e fecero costruire l’abbazia, un convento a più piani che trovò la sua filosofia di vita e di pace grazie anche allo spettacolare panorama che si apre affacciandosi dalle finestrelle dalle quali si può godere di una tranquillità senza pari.

Assieme al convento fu costruita anche la chiesa di Sant’Ippolito tra il XI e XII secolo fino a quando, verso la fine del ‘500, la Badia di S. Michele fu abbandonata dai benedettini e presa in consegna dai frati cappuccini che sotto la guida spirituale di Filippo Neri e del cardinale Borromeo – reso famoso nei Promessi Sposi dal poeta Manzoni – ripopolarono la Badia che ritornò a vivere dopo anni di decadenza.

E’ dal 1866 che l’Abbazia diventa proprietà demaniale.

Monticchio Bagni

Monticchio è famosa in tutta Italia anche per le sue sorgenti di acque minerali che sgorgano naturalmente dai ruscelli.

La stazione idrominerale di Monticchio Bagni sorge in una zona ricca di vegetazione, meta di escursionisti che si avventurano tra pioppi, ontani e cerri.

Monticchio Sgarroni

La zona di Monticchio Sgarroni sorge su di una collina alle pendici del Monte Vulture  ed è la sede delle tante strutture ricettive che accolgono i vari turisti in visita anche dei ruderi del Castello di Monticchio Sgarroni costruito in tre epoche differenti: normanno-sveva e di età angioina. I Laghi di Monticchio inverno

Per le vostre vacanze in Basilicata, la visita ai Laghi di Monticchio è un appuntamento imperdibile che coniuga scampagnate da fare anche nelle grandi aree verdi attrezzate per il pic-nic, a gite sulle barche che accarezzano le acque dei due laghi e ovviamente alla visita della Badia di S. Michele, luogo di culto e storia da ammirare in ogni periodo dell’anno.